Un blog in italiano con notizie e commenti sul Brasile, la sua cultura e la sua lingua: il portoghese.
27/04/2009

Pagar um mico

Sabato sono andata a un barbecue a casa di amici nei dintorni di Campinas e ho visto 4 piccole scimmie. Il proprietario della casa lascia sempre dell'acqua e una banana (già sbucciata) per una famiglia di 6 o 7 scimmiette. Queste scimmiette vengono chiamate nel portoghese del Brasile di “micos”. Il “mico” più bello che abbiamo si chiama “Mico Leão-dourado” ma è quasi estinto.
Qui a Campinas non ce ne sono, solo questi comuni. Sono piccolissimi, ma bisogna stare attenti perché possono mordere e hanno certe unghie... Sono molto vivaci e faccia tosta. Si sono avvicinati a noi perché volevano qualcosa da mangiare.
Nella mia lingua c'è un'espressione che mi piace molto: pagar um mico, la cui traduzione letterale sarebbe “pagare una scimmietta” e vuol dire passare per una situazione imbarazzante, come ad esempio parlare in pubblico quando si è molto timido. L'espressione viene da un gioco di carte molto antico. Un gioco per bambini. Le carte hanno le immagini di animali e noi dobbiamo formare delle coppie. Ma la scimmia non ha (nel gioco) un compagno, quindi se la becchi gli altri partecipanti ti fanno fare qualcosa di imbarazzante. Quando ero piccola si trattava di suonare il campanello alla casa del vecchio portoghese che abitava all''angolo della nostra strada e che era molto rompipalle. Si suonava e si doveva aspettare per poi scappare. O bere un cucchiaio di aceto. Siccome sono un disastro a giocare le carte e non sopporto l'aceto era sempre quella la punizione che temevo.
Oggi sono piuttosto faccia tosta e quando perdo (al gioco e in altre situazioni) me ne frego della punizione. Mi sa che sono diventata una scimmia !

Eccone uno:

Vedete com'è piccolo?

Qui troverete informazioni sul bellissimo Mico-leão-dourado (si rassomiglia veramente ad un leone tutto dorato), qui le sue foto e qui le regole del "jogo do mico".

 

 

20:22 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (3)
ultimo fior del lazio
22/04/2009

cordon celeste

Finalmente, dopo tanto tempo una ricetta brasiliana. Ma il bello è che questa ricetta l'ho inventata io!!!
Ho deciso di usare come base 2 ingredienti che in Brasile s'abbinano abbastanza bene : il formaggio (non molto stagionato e nemmeno molto salato o forte di sapore) e il “doce de leite”.
Sono andata al supermercato e ho comprato la sfoglia già pronta e tagliata per il nostro “pastel de forno”, simili a quelle argentine per le “empanadas”. Ho mischiato il formaggio grattugiato e il “doce de leite” e ho riempito i “pastéis”. Un po' d'uovo e via al forno.
Li ho serviti come dessert a tre persone e ho avuto un considerevole successo.

09:38 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (6)
cozinha, er cantastorie de me stessa
17/04/2009

nuances

Qual è la differenza tra arte e non arte? Qual è la differenza tra accettare l'altro e essere sottomessi all'altro? Qual è la differenza tra libertà di espressione e autoritarismo? Tutte queste domande mi si girano in testa da qualche giorno. Ognuna sorta  in spazi diversi per i quali giro in momenti diversi della mia giornata o della mia settimana.

A San Paolo ho fotografato 2 graffitti nel quartiere della Liberdade, posto ideale, come il nome lo indica, alla libertà di espressione.

A Campinas vedo in giro tanti graffitti orrendi. Scritture difficile da decifrare, messaggi, firme da gang che ancora non hanno trovato uno spazio e, peggio ancora, qualcuno che gli faccia capire che tutte le frustrazioni e ansie che provano possono trasformarsi in arte e non in scarabocchi che invadono  le parete e i muri delle case altrui. Il comune ha lanciato una campagna per farci capire che bisogna rispettare le case della gente. Mi piace molto questa pubblicità che ho visto su un autobus. Il graffitti invadente, violento, che si attacca sulla nostra pelle.

Un po' come certi toni di voce che devo ascoltare in un posto che non posso nominare perché è pieno di gente autoritaria. E la gente autoritaria, si sa, è frutto dell'insicurezza. E da dove viene questa insicurezza?

Ecco un'altra domanda che nasce...

10:14 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (3)
er cantastorie de me stessa, cartoline non virtuali
02/04/2009

Ushuaia oppure la fine del mondo

Si arriva alla fine del mondo in modi diversi. Ma l'importante è sapere dove mettere i piedi per non rendere la fine del mondo la fine del viaggio, ma il suo inizio.

Io ho scelto il verde, perché il verde è solido, è il mio habitat , quindi mi tranquillizza.

Questo mio amico ha scelto qualcosa di più liquido e più azzurro/grigio. De gustibus...

Alla fine del mondo si deve stare attenti. Non tutto è quello che sembra....Case?

Alberi alpinisti?

I nativi?

Alla fine del mondo c'è festa. Leoni marini e uccelli ballano e cantano insieme....

Il verde, la pietra e il ghiacchio si uniscono per salutarti...

Alla fine del mondo non si è persi, perché c'è sempre un faro...

Un'insegna...

Un amico....

Alla fine del mondo c'è la notte, ma poi c'è l'alba. Un'alba bellissima, arancione, piena di speranza, ma quella speranza non passiva, quella piena di energia....

E poi, quando meno te l'aspetti, ti giri e ti accorgi che la fine del mondo è soltanto il suo inizio....

E qui è finito il mio viaggio in Argentina. Ma io ci tornerò.....

09:37 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (2)
er cantastorie de me stessa, cartoline non virtuali, il mio continente
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