
27/04/2009
Pagar um micoSabato sono andata a un barbecue a casa di amici nei dintorni di Campinas e ho visto 4 piccole scimmie. Il proprietario della casa lascia sempre dell'acqua e una banana (già sbucciata) per una famiglia di 6 o 7 scimmiette. Queste scimmiette vengono chiamate nel portoghese del Brasile di “micos”. Il “mico” più bello che abbiamo si chiama “Mico Leão-dourado” ma è quasi estinto. Eccone uno:
Vedete com'è piccolo? Qui troverete informazioni sul bellissimo Mico-leão-dourado (si rassomiglia veramente ad un leone tutto dorato), qui le sue foto e qui le regole del "jogo do mico".
22/04/2009 cordon celesteFinalmente, dopo tanto tempo una ricetta brasiliana. Ma il bello è che questa ricetta l'ho inventata io!!!
09:38 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (6)
17/04/2009
cozinha, er cantastorie de me stessa nuancesQual è la differenza tra arte e non arte? Qual è la differenza tra accettare l'altro e essere sottomessi all'altro? Qual è la differenza tra libertà di espressione e autoritarismo? Tutte queste domande mi si girano in testa da qualche giorno. Ognuna sorta in spazi diversi per i quali giro in momenti diversi della mia giornata o della mia settimana. A San Paolo ho fotografato 2 graffitti nel quartiere della Liberdade, posto ideale, come il nome lo indica, alla libertà di espressione.
A Campinas vedo in giro tanti graffitti orrendi. Scritture difficile da decifrare, messaggi, firme da gang che ancora non hanno trovato uno spazio e, peggio ancora, qualcuno che gli faccia capire che tutte le frustrazioni e ansie che provano possono trasformarsi in arte e non in scarabocchi che invadono le parete e i muri delle case altrui. Il comune ha lanciato una campagna per farci capire che bisogna rispettare le case della gente. Mi piace molto questa pubblicità che ho visto su un autobus. Il graffitti invadente, violento, che si attacca sulla nostra pelle.
Un po' come certi toni di voce che devo ascoltare in un posto che non posso nominare perché è pieno di gente autoritaria. E la gente autoritaria, si sa, è frutto dell'insicurezza. E da dove viene questa insicurezza? Ecco un'altra domanda che nasce... 10:14 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (3)
02/04/2009
er cantastorie de me stessa, cartoline non virtuali Ushuaia oppure la fine del mondoSi arriva alla fine del mondo in modi diversi. Ma l'importante è sapere dove mettere i piedi per non rendere la fine del mondo la fine del viaggio, ma il suo inizio. Io ho scelto il verde, perché il verde è solido, è il mio habitat , quindi mi tranquillizza.
Questo mio amico ha scelto qualcosa di più liquido e più azzurro/grigio. De gustibus...
Alla fine del mondo si deve stare attenti. Non tutto è quello che sembra....Case?
Alberi alpinisti?
I nativi?
Alla fine del mondo c'è festa. Leoni marini e uccelli ballano e cantano insieme....
Il verde, la pietra e il ghiacchio si uniscono per salutarti...
Alla fine del mondo non si è persi, perché c'è sempre un faro...
Un'insegna...
Un amico....
Alla fine del mondo c'è la notte, ma poi c'è l'alba. Un'alba bellissima, arancione, piena di speranza, ma quella speranza non passiva, quella piena di energia....
E poi, quando meno te l'aspetti, ti giri e ti accorgi che la fine del mondo è soltanto il suo inizio....
E qui è finito il mio viaggio in Argentina. Ma io ci tornerò..... 09:37 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (2)
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