Un blog in italiano con notizie e commenti sul Brasile, la sua cultura e la sua lingua: il portoghese.
27/01/2009

Forum

Comincia oggi a Belém, il capolugo dello stato di Pará, nell"Amazzonia brasiliana il Forum Sociale Mondiale.

Il Forum Sociale Mondiale è un'alternativa al Forum Economico Mondiale che inizia domani, come sempre in Svizzera.  Lascio qui gli obbiettivi del Forum di quest'anno. In portoghese - tanto non sarà molto difficile da capire da quelli che come me sognano un mondo più giusto.

1-Pela construção de um mundo de paz, justiça, ética e respeito pelas espiritualidades diversas, livre de armas, especialmente as nucleares;

2-Pela libertação do mundo do domínio do capital, das multinacionais, da dominação imperialista patriarcal, colonial e neo-colonial e de sistemas desiguais de comércio, com cancelamento da dívida dos países empobrecidos;

3-Pelo acesso universal e sustentável aos bens comuns da humanidade e da natureza, pela preservação de nosso planeta e seus recursos, especialmente da água, das florestas e fontes renováveis de energia;

4-Pela democratização e descolonização do conhecimento, da cultura e da comunicação, pela criação de um sistema compartilhado de conhecimento e saberes, com o desmantelamento dos Direitos de Propriedade Intelectual;

5-Pela dignidade, diversidade, garantia da igualdade de gênero, raça, etnia, geração, orientação sexual e eliminação de todas as formas de discriminação e castas (discriminação baseada na descendência);

6-Pela garantia (ao longo da vida de todas as pessoas) dos direitos econômicos, sociais, humanos, culturais e ambientais, especialmente os direitos à alimentação (com garantia de segurança e soberania alimentar), saúde, educação, habitação, emprego, trabalho digno e comunicação;

7-Pela construção de uma ordem mundial baseada na soberania, na autodeterminação e nos direitos dos povos, inclusive das minorias e dos migrantes;

8-Pela construção de uma economia democratizada, emancipatória, sustentável e solidária, com comércio ético e justo, centrada em todos os povos;

9-Pela construção e ampliação de estruturas e instituições políticas e econômicas (locais, nacionais e globais) realmente democráticas, com a participação da população nas decisões e controle dos assuntos e recursos públicos.

10-Pela defesa da natureza (Amazônia e outros ecossistemas) como fonte de vida para o Planeta Terra e aos povos originários do mundo (indígenas, afro-descendentes, tribais, ribeirinhos) que exigem seus territórios, línguas, culturas, identidades, justiça ambiental, espiritualidade e bom viver.

12:44 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti
vivere al terzo mondo
14/01/2009

abbracciata ad una stella

Sto ascoltando alcune vecchie canzoni di Milton Nascimento o cantate da Milton. Ne ho trovato una che da alcuni giorni mi fa pensare. Si tratta di un brano scritto da Chico Buarque de Hollanda e il cubano Pablo Milanés.
Parla di come la “Storia” ha disunito i popoli americani. E di una stella che porta la speranza. Suppongo si trattava di Cuba.
Ma forse perché leggo tutti i giorni le notizie sulla tragedia in Gaza, forse perché Cuba non è più una speranza (ah, ma quanto mi è piaciuta quella gente e quanto devo a loro la consapevolezza di essere latinoamericana. Quanto è duro non poter consegnarsi interamente ad un amore perché c'è di mezzo un “sebbene”....) penso ai popoli (ma anche gli individui) separati perché la Storia è stata più forte di tutti. Avrà ragione la Fallaci? La Storia è fatta da pochi?
E questi pochi non sono gente allegra. Sono sempre gente col cuore strapieno di rancore, senza spazio per l'altro. E se il cuore non ha spazio per l'altro, che dire della terra, delle istituzioni buone, come scuola, ospedali?

Io una stella ce l'ho. L'abbraccio e giro giro giro.

La canzone è scritta in spagnolo e in portoghese. Lascio in rosso lo spagnolo e in verde il portoghese.

El nascimiento de un mundo
Se aplazó por un momento
Fue un breve lapso del tiempo
Del universo un segundo


La nascita di un mondo
Ci si rimandò per un momento
Fu un breve lasso di tempo
Del universo un secondo

Sin embargo parecia
Que todo se iba a acabar
Con la distância mortal
Que separó nuestras vidas


Sembrava comunque
che stava per finire
la distanza mortale
che separò le nostre vite

Realizavan la labor
De desunir nossas mãos
E fazer com que os irmãos

Se mirassem con temor

Svolgevano il compito
di disunire le nostre mani
e far con che i fratelli
si guardassero con timore

Cuando passaron los años
Se acumularam rancores
Se olvidaram os amores
Pareciamos
extraños

Quando gli anni passarono
I rancori si cumularono
Si dimenticarono gli amori
Sembravamo strani

Que distância tão sofrida
Que mundo tão separado
Jamás se hubiera encontrado
Sin aportar nuevas vidas

Che distanza così dolorosa
Che mondo così separato
Mai si sarebbe incontrato
senza l'approdo di nuove vite

E quem garante que a história
É carroça abandonada
Numa beira de estrada
Ou numa estação inglória

E chi dice che è vero che la storia
è carro abbandonato
lungo una strada
o in una stazione ingloriosa

A história é um carro alegre
Cheio de um povo contente
Que atropela indiferente
Todo aquele que a negue


La storia è un carro allegro
pieno di un popolo felice
che investe indifferente
tutti quelli che la negano

É um trem riscando trilhos
Abrindo novos espaços
Acenando muitos braços
Balançando nossos filhos

È un treno sui binari
che apre nuovi spazi
che accenna molte braccia
che dondola i nostri figli

Lo que brilla con luz propia
Nadie lo puede apagar
Su brillo puede alcanzar
La oscuridad de otras costas

Quello che brilla con la propria luce
Nessuno può spegnere
Il suo bagliore può raggiungere
l'oscurità di altre cose

Quem vai impedir que a chama
Saia iluminando o cenário
Saia incendiando o plenário
Saia inventando outra trama

Chi impedirà che la fiamma
illumini la scena
metta fuoco al plenario
inventi un altra sceneggiatura

Quem vai evitar que os ventos
Batam portas mal fechadas
Revirem terras mal socadas
E espalhem nossos lamentos

Chi eviterà che i venti
serrino porte mal chiuse
rivoltino terre mal pestate
e sparpaglino i nostri lamenti

E enfim que paga o pesar
Do tempo que se gastou
De las vidas que costó
De las que puede costar

E alla fine cosa ripaga il dolore
del tempo che si spese
delle vite che costarono
Delle vite che possono costare

Já foi lançada uma estrela
Pra quem souber enxergar
Pra quem quiser alcançar
E andar abraçado nela

Una stella ormai fu lanciata
per quelli che sanno vedere
per quelli che la vogliano raggiungere
E vivere ad essa abbracciati

12:34 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (3)
05/01/2009

Maysa Matarazzo

Oggi è la prima di 9 puntate di una nuova mini fiction della Rete Globo. La storia della grande interprete morta nel 1977. Di Maysa mi ricordo solo gli ultimi anni e il giorno della morte in un incidente sul ponte che unisce Niterói e Rio.  Maysa amava troppo, soffriva troppo e beveva troppo. Ma cantava come nessuno gli amori perduti e il dolore che ne è decorrente.

In questo video Maysa spiega la differenza tra i tipi di samba che esistono. Quello che lei cantava non era il samba di Carnevale, ma il samba-canzone, un samba di andamento più lento e una tematica di sofferenza.

 

qui una brevissima biografia

 

 

 

E qui Maysa che canta in portoghese "Parole Parole" !!!!!

 

 

Degli occhi di  Maysa il poeta Manuel Bandeira ha detto" due oceani non pacifici".

 

ho trovato un video con alcune scene della fiction

 

09:35 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (1)
musica
testo





Feed XML offerto da BlogItalia.it BlogItalia.it - La directory italiana dei blog