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30/03/2008
Oggi ho creato un nuovo tag. Cafuné linguistico. Post su parole della lingua portoghese che mi piacciono da morire. E la prima parola è: pipoca La parola mi piace tutta: il suono e quello che rappresenta: popcorn!
Questo è un video con la canzone "pipoca" di Paulo Tatit e Arnaldo Antunes. il testo: Pega pega, pipoca Pique pique, pipoca Bang bang, pipoca Pouco a pouco, pipoca Corpo a corpo, pipoca Corre corre Reco reco Tico tico Taco taco Pata a pata Boca a boca Oba oba Trepa trepa Puxa puxa Pula pula Esconde esconde Hora Hora Dia a dia Passo a passo Cara a cara 25/03/2008ventos do sulCharlie Brown mi dice che a Palermo tira un vento fortissimo. Penso a Porto Alegre, città ben al sud del Brasile e al suo vento. Porto Alegre ha un vento solo suo. Si chiama "Minuano". È un vento che viene dal Sud, il Sud della mia parte della Terra, quindi è freddo. Dura pochi giorni, arriva sempre d'inverno. È un vento dei "pampas" che è come chiamiamo le pianure del Rio Grande do Sul (stato il cui capoluogo è Porto Alegre). Il vento dev'essere molto importante per quelli che vivono nei pampas. E i pampas sono il paradiso per il vento, perché è libero per ballare. E poi uno dei romanzi (o romanzi, perché sono una trilogia) più importanti della letteratura del Sud l'ha scritto Érico Verissimo e s'intitola "O Tempo e o vento". Sono tre libri bellissimi sulla gente dei pampas. E poi c'è Mário Quintana, poeta di Porto Alegre che scrisse alcune poesie sul vento: O que o vento não levou No fim tu hás de ver que as coisas mais leves são as únicas Quello che non andò via col vento Alla fine vedrai che le cose più leggere sono le uniche O vento e eu o vento morria de tédio Il vento ed io Il vento s'annoiava 23/03/2008 PáscoaSiamo il popolo che non ha che il verbo sperare. Lo sapete ormai, vi ho detto mille volte questo. In portoghese aspettare e sperare è un solo verbo. Ci vuole però il verbo Pasquare. Che bellezza di verbo, avrebbe detto Don Helder Câmara. Spero che abbiate pasquato bene. Pasquato col cuore e non con la grammatica. (La grammatica serve alla mente e non al cuore.) Pasquato in famiglia ereditata o famiglia donata, raddunata lungo la vita. Pasquato in pace, in profonda riflessione e emozione. Pasquato senza pelle e con le braccia aperte. Non perché Cristo alla croce aveva le braccia aperte, ma perché Lui sempre le avute aperte. Vi abbraccio, dunque.
18:46 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (5)
19/03/2008
er cantastorie de me stessa PesachUna poesia di Manuel de Barros. Per sengnare (anche) il momento linguistico che vivo. A 13 anni scoprì che ciò che mi piaceva nelle 12:31 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (6)
15/03/2008
ultimo fior del lazio, literatura, er cantastorie de me stessa EldoradoSto leggendo l'utlimo libro di Milton Hatoum: Orfãos do Eldorado (Orfani dell'Eldorado). Milton è di Manaus, Amazzonia. Mi piace. Avevo comprato uno dei suoi primi libri "Due fratelli" ma non l'ho mai letto e ora non mi ricordo dove l'ho messo. Lo cercherò. La sua prosa mi piace. Semplice, senza pretese. Nel libro non c'è l'Amazzonia di oggi, ma quella di prima, quella che noi gente del sud non conoscevamo. MIlton è uno che ci aiuta a creare una memoria di cose che avremmo dovuto sapere, conoscere. Allo stesso tempo, la sua storia parla di rapporti umani. Padre e figlio. Uomo e donna, quindi è universale. 11/03/2008acqueL'acqua che mantiene la vita è anche quella che la rende più difficile e spesso la toglie. Quando abbiamo le pioggie di fine estate è così. Domenica, alle 3 del pomeriggio quasi non sono riuscita a prendere l'autostrada a causa della pioggia, o meglio, a causa del fiume che è sorto dopo la pioggia. Quando finalmente stavo per arrivare alla tangenziale, ho visto la solita favela che da anni c'è in una curva. E, come al solito, mi viene in mente una canzone che ho imparato all'inizio degli anni '70 quando mi preparavo alla prima eucaristia. Erano altri tempi. C'erano persone che venivano torturate nelle prigioni dell'esercito e persone trattate come animali che vivevano per le strade. Oggi la gente che è in prigione ci sta non per motivi politici, ma per delitti "comuni". Ma il trattamento non è umano. E per strada ci sono ancora tanti che vivono male. E quella semplice canzone mi torna con una forza straordinaria, come la forza delle acque della fine estate. Era cosÌ: Para mim, a chuva no telhado, Per me la pioggia sul tetto è una ninna nanna
ReverRivedere non è solo vedere di nuovo. È anche vedere con uno sguardo diverso. E anche correggere. Certe cose che ho fatto, detto, scritto e soprattutto pensato vorrei correggere. I post non li cancello mai. Questo è effettivamente un diario e diari servono essenzialmente al suo autore, nel senso che dovrebbero farlo rifflettere sulla sua vita. In questo momento penso alle trappole in cui sono cascata e dalle quali cerco di uscire. È così con tutti noi, vero? Vedo, per esempio, la situazione delicata per la quale passiamo nel Sudamerica. Colombia, Ecuatore e Venezuela coinvolti in un conflitto che serve solo a mantenere una situazione vergognosa, che è quella dell'uso della violenza, del disrispetto alle vite umane, alla libertà. Abbiamo tutti un punto debole, come i bug dei vari windows, che permette la crescita dentro tutti noi di qualcosa che fa male a noi e agli altri, come quelle erbe che crescono insieme all'erba buona, ma che provocano reazioni allergiche. Tenendo in mente l'erba cattiva che ho in me e la quale combatto e l'erba cattiva di cui il mio Continente ne sente gli effetti, sono andata al mio balcone ad annaffiare il mio mini giardino. E sono i miei fiori, la mia salvia e il mio rosmarino che lascio qui come memento. Non un memento mori come facevano gli artisti di un tempo, ma un memento vitae. La vita che rinasce, che ci fa rivedere atti, ridimensionare la realtà e che, almeno a me, dà la voglia di aprire la mano non per uno schiafo, ma per una stretta, per una richiesta di perdono. Ricominciamo.
09:35 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (2)
05/03/2008
er cantastorie de me stessa jeitinho brasileiroPer molti è difficile tradurre la parola saudade. Infatti, è difficile, perché il concetto di saudade prevede una carica positiva e una carica negativa. È un po' come la parola magari, penso. Dipende molto del contesto, dell'intonazione, ecc 20:32 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (7)
01/03/2008
vivere al terzo mondo, er cantastorie de me stessa copyrightLeggo sulla Repubblica che c'è stato un caso di plagio nel Festival di Sanremo e per questo hanno eliminato la Berté. E una sospetta. Io ho fatto il test proposto da loro e per me la canzone della Tatangelo si rassomiglia tantissimo a Il mondo che vorrei della Pausini. E così, prendo qualche minuto di questa mattina che solo per un'ora sarà solo mia e rifletto sull'originalità. Non è facile essere originali. E non credo che per forza dobbiamo esserli. E poi siamo permeabili. La pelle, la mente e il cuore si lasciano impregnare. Bella questa parola, eh? Lasciamoci imbevere o lasciamoci fecondare. C'è dunque una differenza sottile nell'atto di creazione artistica. Perché nel caso del plagio, come una spugna, uno assorbe qualcosa e nel caso della creazione vera, c'è un incontro di due (o più) elementi. Credo che a questo si chiamerebbe, in teoria della letteratura, l'intertestualità. Ed è bellissima, perché è l'evidenza del fatto che non siamo uno, ma tanti in uno. 07:45 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (6)
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