Un blog in italiano con notizie e commenti sul Brasile, la sua cultura e la sua lingua: il portoghese.
03/07/2009

Dubbi linguistici

Una volta eravamo tutti (e/im)migranti.

questo l'ho fatto nel 2008

 

O il corretto sarebbe: Un giorno saremo tutti (e/im)migranti.

Forse: Per un po' siamo stati tutti (e/im) migranti, poi ci hanno cacciato via.

Da WIKIPEDIA:

Il 15% della popolazione brasiliana è di origine italiana, circa 25 milioni di persone. È la più numerosa popolazione di oriundi italiani nel mondo.


Più di un milione e mezzo di italiani emigrarono in Brasile fra il 1880 e il 1950. Più della metà proveniva dal nord-Italia, con 30% dal Veneto. Il resto era originario di Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, del sud-Italia e dell'Italia centrale (Campania, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Toscana).

per capire il perché di questo post.

01:13 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti
occhi stranieri
02/07/2009

Roba buona

Qualche mese fa ho visto un'intervista di Carla Bruni a “Che tempo che fa” che la RAI international cortesemente (ma non gratis, ovviamente) mi lascia guardare la domenica sera. A proposito di RAI international, l'altro giorno parlavo di questo canale che solo noi che abitiamo all'estero possiamo guardare ad una collega. Lei ha riso molto perché trovava strano che un canale che pretende diffondere l'Italia nel mondo debba chiamarsi “International” e non Internazionale.

Beh, ma qui il canale di notizie 24 ore (via cavo) si chiama Globo News e non Globo Notícias.

Tornando alla Brunì come dicono i francesi, lei ha detto che era difficile per lei accompagnare la politica italiana.

Accompagnare la politica è difficile anche se vivi nel paese (Italia, Brasile, Francia, non importa). Ci vuole un tempo della giornata o della settimana che a volte non lo hai. Ci vuole disciplina, cosa che io non ho.

Negli ultimi tempi ho trovato un modo per disciplinarmi: Paola Cortellesi e Luciana Littizzeto.

Ieri spiegato ad una alunna come si fa.

Allora, io cerco di guardare tutti i video di Paola Cortellesi e di Luciana Littizzetto che si trovano su You Tube e anche su Rai. tv. Li guardo una, due, tre volte (nel caso della Cortellesi che imita Stefania Prestogiacomo “n” volte, perché mi fa morire con quel suo accento siciliano e le battute come “Questa è una platea schierata, Flores” , “senta, scusi, l'ho ascoltata per mezz'ora” , “questa è pesante eredità che ha lasciato il precedente governo”) e dopo faccio una bella ricerca. Oggi so chi è la Prestogiacomo, chi è la Russa (per quest'ultimo ringrazio il programma “Porta a Porta” ,che secondo me doveva chiamarsi Via col vento, perché la sigla usa la canzone tema di quel film oppure “Alle porte del castello di Dracula, perché Bruno Vespa sembra un pipistrello solo che non capovolto e tutti gli invitati urlano come pazzi e cercano di succhiare il sangue gli uni degli altri.

Grazie a Luciana so chi è Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta.

Insomma, RAI international doveva chiamarsi RAI educational ...ma ora che ci penso questa c'è già!!!


Scherzi a parte, complimenti all'Italia che riesce ad avere attrici così brave come la Littizzetto e la Cortellesi (e per chi non ha potuto vederla a teatro, come me, in “Gli ultimi saranno ultimi” vi consiglio il DVD dello spettacolo.

E per gli italiani che imparano il portoghese o che pensano ancora che qui si parla lo spagnolo lascio 2 clip di attrici brasilane.

Il primo è di Grace Gianoukas. Lei ha un progetto nato a San Paolo e che si chiama “Martedì insano” perché all'inizio si presentavano al Bar Avenida il martedì sera. Grace l'ho vista più di una volta e anche all'inizio della sua carriera a San Paolo negli anni '80. È geniale. Questo suo personaggio si chiama Aline Durel, attrice decadente, che afferma di aver girato film con Fellini, Pasolini e.. Mussolini. È dipendente di Lexotan e una sfigata perché tutto va male nella sua vita e “carriera”.

Grace è del Rio Grande do Sul, ma da anni è a San Paolo, ma ancora si sente il suo accento.

 

E qui un'altra attrice del gruppo, Agnes Zuliani e il suo personaggio "La mal amata". Agnes ha un forte accento di San Paolo. 


00:50 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (2)
er cantastorie de me stessa
26/06/2009

music and me

Ti accorgi che già non sei tanto giovane quando leggi che Michael Jackson è morto e la prima sua canzone che ti viene in mente mentre fai la doccia è "Music and me". E mentre ti vesti ti rivedi in testa i cartoni animanti dei Jackson 5 che guardavi a 8 anni.
10:23 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti
er cantastorie de me stessa
17/06/2009

samba con accento di San Paolo

Quando si dice Samba si pensa subito a Rio e a Salvador. Mai a San Paolo, città soprannominata (sicuramente da quelli di Rio) come "la tomba del samba". Ma non è vero. Abbiamo avuto grandi autori e interpreti di samba nati a San Paolo. È il caso di Isaurinha Garcia, che per 50 anni ha cantanto e incantato.

Era di San Paolo e cantava con tutte le nostre "r" vibrate e le nostre "t" e "d" all'italiana (ormai perse nella notte dei tempi come dite voi italiani).

Questa è Teleco-teco del 1942

Teléco-teco,teco,teco,
Ele chegou de madrugada batendo o tamborim,
Teléco-teco,teco,teco,
Cantando''Praça Onze'' e dizendo
''Foi pra mim'',
Teléco-teco,teco,teco
Eu estava zangada e muito chorei,
Passei a noite inteira acordada,
E a minha bronquite assim comecei.

Você não se dá o respeito,
Assim desse jeito isso acaba mal,
Você é um homem casado,
Não tem o direito de fazer carnaval,

Ele baixou a cabeça,deu uma desculpa,
E eu protestei,
Ele arranjou um jeitinho,
Me fez um carinho,
E eu perdoei.

Teléco-teco,teco,teco
Teléco-teco,teco,teco...

La canzone parla della moglie che è arrabbiata perché il marito arriva tardissimo, a suonare il tamburo e a cantare un samba. Lei  era preoccupata, aveva pianto e pure la bronchite aveva!. Era Carnevale, ma lui , uomo sposato non aveva il diritto di divertirsi. Ma alla fine lui si scusa e lei lo perdona.

Altri tempi. Della vita coniugale e del samba...

 

23:16 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (3)
musica
14/06/2009

brasileirinho

Che uccellino è questo che porta i colori del Brasile? Forse è un po' come noi brasiliani, senza razza definita, un insieme di colori...

voa, brasileirinho, voa e canta.

22:19 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (4)
natura
08/06/2009

Kakà

Ieri guardavo un programma alla tv brasiliana. Si parlava di calcio e del fatto che Kakà era ormai da giorni giocatore del Real Madrid e che in Italia la notizia non poteva essere ancora veicolata perché Berlusconi aveva chiesto a Kaká di non dire niente prima delle elezioni.

Sarà vero?

Quando c'era la ditattura in Brasile il calcio era molto importante perché i militari volevano farci credere che tutto era bello, che eravamo i grandi campioni...

E molti di noi ci crevavamo. Come ancora molti credono a Berlusconi.

Che palle (tanto per rimanere nel campo semantico del calcio)!

23:47 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti
esportes, er cantastorie de me stessa
03/06/2009

A dor que deveras sente

Il poeta è un fingitore. 

Finge così completamente

 che arriva a fingere che è dolore 

il dolore che davvero sente.

 

Diceva Pessoa. Recentemente ho letto una poesia che dicono sia di Carlos Drummond de Andrade. Non ci credo. Ma gli ultimi versi mi piacciono:

Il dolore è inevitabile.

La sofferenza è opzionale.

--

Ho visto una rosa e l'ho fotografata. Ma poi ho passato troppo tempo a provare a fotografare la sua ombra. Che spreco di tempo.

23:30 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (3)
ultimo fior del lazio, literatura, cartoline non virtuali
23/05/2009

Nel mezzo del cammin le palle mi si sono girate

Giovedì passavo davanti alla mensa quando mi sono accorta che c'era qualcosa di diverso. Mi sono fermata e ho guardato e guardato. Ho visto le solite bici degli studenti, gruppetti di studenti che cominciavano ad arrivare per il pranzo. Il sole di autunno era lì con la sua luce speciale e ho pensato: è da tanto che non fotografo il campus, la prossima volta porto la macchina...ecco cosa mancava! Mancavano 4 alberi che erano sempre lì, lungo la stradina che porta alla porta d'ingresso della mensa. Ecco perché il sole mi bruciava la testa! Ma se gli alberi non erano lì, allora il nido di João de Barro di cui ho parlato più di una volta su questo blog non c'era più. Una volta rimasi quasi 40 minuti davanti a quell'albero per fare una foto del João de Barro. E tutto il tempo, uno dei vigili che lavorano nel campus mi ha fatto compagnia e mi ha mostrato altri uccelli che non conoscevo.
Ora l'albero non c'è più. Mi hanno detto che forse è perché gli alberi ostacolavano le lampade che illuminano il cammino che porta all'ingresso della mensa.
Secondo me, c'è qualcosa di molto sbagliato qui. Ma sarà possibile che non riusciamo a trovare un altro modo per illuminare quella stradina senza togliere gli alberi??? Siamo in una delle più importanti università dell'America Latina, per carità. E tagliamo gli alberi perché non vogliamo pensare ad altre alternative....Sì, la luce ci vuole. È importantissima, direi essenziale. Ma principalmente per farci vedere che ci sono tante strade davanti a noi. Alcune sono dritte, ma non portano al posto giusto.
E ora sono triste, veramente triste. Non so se mi capite. Avevo bisogno di quel nido di João de Barro. Mi rallegrava. Mi toglieva il fiato e la pelle. Così, per qualche attimo mi sentivo parte di qualcosa di bello. Poi seguivo la mia strada, rimettevo la pelle a posto e aspettavo l'ora di far lezione, quando di nuovo esperimentavo la gioia di fare parte di qualcosa. Io ho bisogno, come tutti gli esseri umani, della Bellezza. Non per scappare, ma per crescere, per nuttrirmi, per poder avere la schiena dritta e guardare il cielo e sperare. La bellezza è come la linfa.


Ora non sarà più così. Camminerò per questo campus ogni giorno meno verde e conterò i giorni per andare in pensione.

ecco la foto del nido che non c'è più:

 

15:51 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (4)
vivere al terzo mondo, er cantastorie de me stessa
18/05/2009

Desconstrução de um mito

C'è un'attrice in Brasile che è troppo grande per la sua arte. Si chiama Regina Casé, è di Rio e quando ero alla fine della mia adolescenza era il simbolo del rinnovamento del teatro. Apparteneva al gruppo “Asdrubal trouxe o trombone” e ho avuto la fortuna di verderla almeno una volta su un palcoscenico. Da qualche tempo Regina si dedica a mostrare il Brasile ai brasiliani. Prima con un programma intitolato “Programa legal”, poi con “Um pê de quê? E finalmente con un altro chiamato “Central da Periferia”. Dopo una fase brasiliana, tutti e tre programmi ci hanno fatto conoscere altri paesi, alberi di altri paesi e la periferia di altri paesi. Ieri ho visto “Um pê de quê” tutto girato nel Mozambico e l'albero scelto era il Baobab. O embondeiro, come lo chiamano nel Mozambico.
Nel programma ho potuto vedere uno dei miei amori: Mia Couto. Ora sto cercando il libro in cui c'è un racconto intitolato “O embondeiro que sonhava pássaros” .
Per gli africani il baobab non è un albero cattivo, come nel Piccolo Principe. Il Baobab è un albero che racchiude in sé tanta acqua e acqua pulita, che disseta tanta gente. Nel nord del Mozambico, un santone e solo lui, può scavare buchi nel baobab che sono vere cisterne.


Mi dispiace dirlo, ma Saint-Exupery aveva torto.

19:35 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (2)
vivere al terzo mondo
13/05/2009

Il vicepresidente ha un cancro, di quelli terribili, contro il quale lui lotta da anni. E questo cancro non lo vince. Vince il suo corpo, ma non il suo spirito. E lo si vede, perché lui non smette mai di sorridere. A me, come politico, questo vicepresidente non mi è mai interessato, anzi non mi piace affatto. Non l'ho votato, nel senso che quando ho votato ho votato Lula. La prima volta, non la seconda. Ma lo rispetto come uomo che sta lottando contro una malattia in un modo degno e sereno. Dice che preoccuparsi non vuol dire disperarsi. Che lui morirà, come tutti moriremo, ma che non tocca a lui sapere quando.
Il ministro più importante del governo Lula è una donna. Lula l'ha scelta come suo successore. Lo sappiamo tutti da tempo, anche prima delle dichiarazioni di Lula a questo proposito. Una donna che durante la dittatura ha combattuto i militari. Che poi si è messa nella politica formale e quindi ha accettato le regole della politica formale. E le sue strategie che poi sono gabbie. Come l'immagine. Quella che si costruisce con il photoshop e non con le azioni e le parole. Si è rifatta. Si è femminilizzata. E dopo, quasi subito, ha scoperto di avere un cancro.
E ora ricominciano i discorsi su un'eventuale possibilità di eleggere Lula una terza volta. Io non vorrei questo. La nostra costituzione non lo permette. Non voglio credere che il Brasile sarà come il Venezuela, paese che mi sta pure simpatico, ma che ha, secondo me, preso la strada sbagliata nel permettere a Chavez di essere un presidente alla Fidel.
Il discorso del vicepresidente sull'ora della morte deve applicarsi a Dilma Roussef. Se fosse così, nessuno avrebbe creduto a Churchill, vecchio e con una tendenza ad alzare il gomito più del accettabile. O a Giovanni XXIII. O anche a Lula, se pensiamo bene, perché anche lui aveva tanti elementi che lo rendevano ineleggibile , come la sua scarsa conoscenza della lingua portoghese o la sua non esistente esperienza come membro di un parlamento. No. Non sono queste le cose a cui dobbiamo fare attenzione. Ma ci sono persone (e molte nella media) che vogliono pensare solo a questo. Come se i politici fossero cavalli su cui scommettere. O jettatori. O roba da scartare.
Alcuni sono da scartare, ma non perché sono disabili, malati, anziani. Quelli che sono da scartare lo sono perché pieni di furbizia, di egoismo, di arroganza , di cattiveria. E questo molti giornalisti non riescono (o non vogliono ) farci vedere. È più facile fare circolare gli aneddoti sui politici che veramente mostrare la corruzione. È più facile farci vedere le foto delle moglie dei presidenti che parlare dei difetti dei loro mariti. Ecc ecc ecc.
Insomma, siamo fritti.

23:28 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti
vivere al terzo mondo, er cantastorie de me stessa
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