
03/07/2009
Dubbi linguisticiUna volta eravamo tutti (e/im)migranti.
O il corretto sarebbe: Un giorno saremo tutti (e/im)migranti. Forse: Per un po' siamo stati tutti (e/im) migranti, poi ci hanno cacciato via. Da WIKIPEDIA: Il 15% della popolazione brasiliana è di origine italiana, circa 25 milioni di persone. È la più numerosa popolazione di oriundi italiani nel mondo. per capire il perché di questo post. 02/07/2009Roba buonaQualche mese fa ho visto un'intervista di Carla Bruni a “Che tempo che fa” che la RAI international cortesemente (ma non gratis, ovviamente) mi lascia guardare la domenica sera. A proposito di RAI international, l'altro giorno parlavo di questo canale che solo noi che abitiamo all'estero possiamo guardare ad una collega. Lei ha riso molto perché trovava strano che un canale che pretende diffondere l'Italia nel mondo debba chiamarsi “International” e non Internazionale. Beh, ma qui il canale di notizie 24 ore (via cavo) si chiama Globo News e non Globo Notícias. Tornando alla Brunì come dicono i francesi, lei ha detto che era difficile per lei accompagnare la politica italiana. Accompagnare la politica è difficile anche se vivi nel paese (Italia, Brasile, Francia, non importa). Ci vuole un tempo della giornata o della settimana che a volte non lo hai. Ci vuole disciplina, cosa che io non ho. Negli ultimi tempi ho trovato un modo per disciplinarmi: Paola Cortellesi e Luciana Littizzeto. Ieri spiegato ad una alunna come si fa. Allora, io cerco di guardare tutti i video di Paola Cortellesi e di Luciana Littizzetto che si trovano su You Tube e anche su Rai. tv. Li guardo una, due, tre volte (nel caso della Cortellesi che imita Stefania Prestogiacomo “n” volte, perché mi fa morire con quel suo accento siciliano e le battute come “Questa è una platea schierata, Flores” , “senta, scusi, l'ho ascoltata per mezz'ora” , “questa è pesante eredità che ha lasciato il precedente governo”) e dopo faccio una bella ricerca. Oggi so chi è la Prestogiacomo, chi è la Russa (per quest'ultimo ringrazio il programma “Porta a Porta” ,che secondo me doveva chiamarsi Via col vento, perché la sigla usa la canzone tema di quel film oppure “Alle porte del castello di Dracula, perché Bruno Vespa sembra un pipistrello solo che non capovolto e tutti gli invitati urlano come pazzi e cercano di succhiare il sangue gli uni degli altri. Grazie a Luciana so chi è Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta. Insomma, RAI international doveva chiamarsi RAI educational ...ma ora che ci penso questa c'è già!!!
Scherzi a parte, complimenti all'Italia che riesce ad avere attrici così brave come la Littizzetto e la Cortellesi (e per chi non ha potuto vederla a teatro, come me, in “Gli ultimi saranno ultimi” vi consiglio il DVD dello spettacolo. E per gli italiani che imparano il portoghese o che pensano ancora che qui si parla lo spagnolo lascio 2 clip di attrici brasilane. Il primo è di Grace Gianoukas. Lei ha un progetto nato a San Paolo e che si chiama “Martedì insano” perché all'inizio si presentavano al Bar Avenida il martedì sera. Grace l'ho vista più di una volta e anche all'inizio della sua carriera a San Paolo negli anni '80. È geniale. Questo suo personaggio si chiama Aline Durel, attrice decadente, che afferma di aver girato film con Fellini, Pasolini e.. Mussolini. È dipendente di Lexotan e una sfigata perché tutto va male nella sua vita e “carriera”. Grace è del Rio Grande do Sul, ma da anni è a San Paolo, ma ancora si sente il suo accento.
E qui un'altra attrice del gruppo, Agnes Zuliani e il suo personaggio "La mal amata". Agnes ha un forte accento di San Paolo.
00:50 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (2)
26/06/2009
er cantastorie de me stessa music and meTi accorgi che già non sei tanto giovane quando leggi che Michael Jackson è morto e la prima sua canzone che ti viene in mente mentre fai la doccia è "Music and me". E mentre ti vesti ti rivedi in testa i cartoni animanti dei Jackson 5 che guardavi a 8 anni. 17/06/2009samba con accento di San PaoloQuando si dice Samba si pensa subito a Rio e a Salvador. Mai a San Paolo, città soprannominata (sicuramente da quelli di Rio) come "la tomba del samba". Ma non è vero. Abbiamo avuto grandi autori e interpreti di samba nati a San Paolo. È il caso di Isaurinha Garcia, che per 50 anni ha cantanto e incantato. Era di San Paolo e cantava con tutte le nostre "r" vibrate e le nostre "t" e "d" all'italiana (ormai perse nella notte dei tempi come dite voi italiani). Questa è Teleco-teco del 1942 Teléco-teco,teco,teco,
Ele chegou de madrugada batendo o tamborim, Teléco-teco,teco,teco, Cantando''Praça Onze'' e dizendo ''Foi pra mim'', Teléco-teco,teco,teco Eu estava zangada e muito chorei, Passei a noite inteira acordada, E a minha bronquite assim comecei. Você não se dá o respeito, Assim desse jeito isso acaba mal, Você é um homem casado, Não tem o direito de fazer carnaval, Ele baixou a cabeça,deu uma desculpa, E eu protestei, Ele arranjou um jeitinho, Me fez um carinho, E eu perdoei. Teléco-teco,teco,teco Teléco-teco,teco,teco... La canzone parla della moglie che è arrabbiata perché il marito arriva tardissimo, a suonare il tamburo e a cantare un samba. Lei era preoccupata, aveva pianto e pure la bronchite aveva!. Era Carnevale, ma lui , uomo sposato non aveva il diritto di divertirsi. Ma alla fine lui si scusa e lei lo perdona. Altri tempi. Della vita coniugale e del samba... 14/06/2009 brasileirinhoChe uccellino è questo che porta i colori del Brasile? Forse è un po' come noi brasiliani, senza razza definita, un insieme di colori...
KakàIeri guardavo un programma alla tv brasiliana. Si parlava di calcio e del fatto che Kakà era ormai da giorni giocatore del Real Madrid e che in Italia la notizia non poteva essere ancora veicolata perché Berlusconi aveva chiesto a Kaká di non dire niente prima delle elezioni. Sarà vero? Quando c'era la ditattura in Brasile il calcio era molto importante perché i militari volevano farci credere che tutto era bello, che eravamo i grandi campioni... E molti di noi ci crevavamo. Come ancora molti credono a Berlusconi. Che palle (tanto per rimanere nel campo semantico del calcio)! 23:47 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti
03/06/2009
esportes, er cantastorie de me stessa A dor que deveras senteIl poeta è un fingitore. Finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente.
Diceva Pessoa. Recentemente ho letto una poesia che dicono sia di Carlos Drummond de Andrade. Non ci credo. Ma gli ultimi versi mi piacciono: Il dolore è inevitabile. La sofferenza è opzionale. -- Ho visto una rosa e l'ho fotografata. Ma poi ho passato troppo tempo a provare a fotografare la sua ombra. Che spreco di tempo.
23:30 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (3)
23/05/2009
ultimo fior del lazio, literatura, cartoline non virtuali Nel mezzo del cammin le palle mi si sono girateGiovedì passavo davanti alla mensa quando mi sono accorta che c'era qualcosa di diverso. Mi sono fermata e ho guardato e guardato. Ho visto le solite bici degli studenti, gruppetti di studenti che cominciavano ad arrivare per il pranzo. Il sole di autunno era lì con la sua luce speciale e ho pensato: è da tanto che non fotografo il campus, la prossima volta porto la macchina...ecco cosa mancava! Mancavano 4 alberi che erano sempre lì, lungo la stradina che porta alla porta d'ingresso della mensa. Ecco perché il sole mi bruciava la testa! Ma se gli alberi non erano lì, allora il nido di João de Barro di cui ho parlato più di una volta su questo blog non c'era più. Una volta rimasi quasi 40 minuti davanti a quell'albero per fare una foto del João de Barro. E tutto il tempo, uno dei vigili che lavorano nel campus mi ha fatto compagnia e mi ha mostrato altri uccelli che non conoscevo.
ecco la foto del nido che non c'è più:
15:51 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti (4)
18/05/2009
vivere al terzo mondo, er cantastorie de me stessa Desconstrução de um mitoC'è un'attrice in Brasile che è troppo grande per la sua arte. Si chiama Regina Casé, è di Rio e quando ero alla fine della mia adolescenza era il simbolo del rinnovamento del teatro. Apparteneva al gruppo “Asdrubal trouxe o trombone” e ho avuto la fortuna di verderla almeno una volta su un palcoscenico. Da qualche tempo Regina si dedica a mostrare il Brasile ai brasiliani. Prima con un programma intitolato “Programa legal”, poi con “Um pê de quê? E finalmente con un altro chiamato “Central da Periferia”. Dopo una fase brasiliana, tutti e tre programmi ci hanno fatto conoscere altri paesi, alberi di altri paesi e la periferia di altri paesi. Ieri ho visto “Um pê de quê” tutto girato nel Mozambico e l'albero scelto era il Baobab. O embondeiro, come lo chiamano nel Mozambico.
Il vicepresidente ha un cancro, di quelli terribili, contro il quale lui lotta da anni. E questo cancro non lo vince. Vince il suo corpo, ma non il suo spirito. E lo si vede, perché lui non smette mai di sorridere. A me, come politico, questo vicepresidente non mi è mai interessato, anzi non mi piace affatto. Non l'ho votato, nel senso che quando ho votato ho votato Lula. La prima volta, non la seconda. Ma lo rispetto come uomo che sta lottando contro una malattia in un modo degno e sereno. Dice che preoccuparsi non vuol dire disperarsi. Che lui morirà, come tutti moriremo, ma che non tocca a lui sapere quando. 23:28 ora brasiliana||escrito por Quel e non rakele | link | commenti
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